La Filiera Corta

Il percorso che ha segnato il sistema agro-alimentare degli ultimi decenni ha portato allo sviluppo di “Filiere lunghe”, in cui la distanza tra produttori e consumatori si è fatta sempre maggiore, complicata da un numero crescente di soggetti intermediari.
Questo tipo di assetto ha comportato conseguenze rilevanti a carico di entrambi gli attori principali favorendo, da una parte, l’esclusione dei piccoli produttori dal mercato, perché poco competitivi e incapaci di garantire gli standard produttivi richiesti, dall’altra, impedendo al consumatore di poter conoscere il percorso dei propri acquisti e di poter effettuare un controllo sostanziale sulla loro qualità.
Inoltre, lo sviluppo di questo tipo di mercato ha favorito la scomparsa delle risorse territoriali, in termini di biodiversità (ridotto numero di varietà coltivate o allevate, e commercializzate), ma anche con l’erosione della cultura rurale, soprattutto gastronomica, dei contesti locali.

In tempi recenti, proprio in risposta alla tendenza dominante, alcuni produttori e consumatori hanno elaborato nuove iniziative, volte alla ri-localizzazione dei circuiti di produzione e consumo, attraverso la riscoperta di un forte radicamento sul territorio.
La “Filiera corta”, quindi, si configura come una strategia alternativa che possa consentire agli agricoltori di riconquistare un ruolo attivo nel sistema agro-alimentare, con la collaborazione degli altri attori della filiera, di cui entrano a far parte, come soggetti attivi, anche i consumatori.

Tra le esperienze già attive, anche a livello internazionale, ricoprono un’importanza fondamentale i Mercati Contadini, la Vendita diretta negli Spacci degli Agricoltori, i Gruppi d’Acquisto Solidale.

 
21 maggio 2012

Network Sviluppo Rurale